October 25, 2008

I wanna see movies of my dreams

Questa volta non si poteva mancare, niente scuse tipo “domani ho un esame” o simili.
I Built To Spill dal vivo sono rigidi, severi, ma impeccabili: quando arriva Car chiudo gli occhi per un attimo e torno a quattro anni fa. Non è più come prima e non ritornerei mai sui miei passi perché sento che dentro di me non ho più le stesse necessità. Per fortuna. Sinceramente non rinpiango neanche la mancanza di certe persone, si sono rivelate dannose e malate e mi hanno fatto solo del male. Se fossi verde e mi chiamassi Yoda userei un trucco mentale jedi a più riprese e in svariate occasioni. Chi la fa l’aspetti.
Mentre ascoltavo gli ultimi venti minuti di concerto il mio sguardo pieno di nuova consapevolezza ne ha incrociato un altro: stessa devozione, je ne sais quoi…
Se poi il tutto si conclude con Carry the zero… Beh, la serenità forse è tornata di casa dentro il mio petto, sulla sinistra.

Vorrei veramente vedere film tratti dai miei sogni.

September 29, 2008

Ce n’eravamo accorti gggià da un po’ di tempo…

September 15, 2008

Tanto tempo fa, i corvi

Il corvo, prima nella letteratura poi nel cinema, è associato al presagio di un funesto evento, spesso inaspettato, che coglie il nostro protagonista e gli cambia la vita, quando gli va bene e non muore.
Questo sarebbe uno di quei concetti dal quale il nostro caro David Foster Wallace potrebbe partire per descrivere un nonnulla, una banale giornata di chi-cavolo-ne-so, dal quale poi nascerebbe un racconto stupendo e controverso per, infine, magari affermare che l’uomo oggi ha bisogno di stereotipi per soprevvivere.
L’ho sparata.
Beh, sapere che non uscirà più un suo libro nuovo mi rattrista: non era egli uno di quei classici romanzieri che costruiscono un personaggio indimenticabile, ma piuttosto una sorta di critico del nostro vivere contemporaneo che scriveva in modo confuso, ironico, eccentrico, difficile, ma a mio modesto parere geniale. Lo scherzo infinito, prima o poi lo inizierò, non ora però.
Ma tornando ai corvi…
Vi rimando alla recensione di Gabriele Benzing di un bell’album fatto di piume nere che in questo periodo mi sta tenedo compagnia (The Snow Leopard è stupenda). Non è gracchiare questo, no. Rooks sta agli Shearwater come Black Sheep Boy sta agli Okkervil River, con la speranza che i primi non facciano la fine di Will Sheff e compagnia.

September 14, 2008

Infinite jest


Accidenti.

September 10, 2008

It ends with a fall

Il mio amore per gli Okkervil River oggi finisce ufficialmente.
O almeno… Il tutto resta in standby fino ad un prossimo album che, non dico sia come “Down the river of golden dreams“, ma almeno gli si avvicini un pochino.
Che delusione.
Si salva l’artwork, come sempre affidata a William Schaff, manco a dirlo…

August 31, 2008

Siete tutti al mare?

Preferisco pensare che sia colpa della timidezza.
A volte basterebbe solo chiedere come stai. Chiedere.
Perchè forse di peso addosso ne ho a sufficienza e non trovo strano estraniarmi, per un attimo, o per un pomeriggio.
Probabilmente è colpa mia.
Probabilmente sono una stronza e chi continua a sostenere questa ipotesi trova più di un sostegno, sempre.
Mannaggia, forse ha ragione.

(No).

August 23, 2008

My own summer

Non manca molto al mio compleanno e sebbene non vi abbia mai dato tanto peso, devo dire che questa volta ci ho pensato, anzi ci penso parecchio. Al tempo che passa, a ciò che ho in mano e a ciò che vorrei veramente. Discorsi da grandi, i quali sarebbe meglio affrontare a pieno petto: ecco, questo è il desiderio che esprimerò dopo aver soffiato le candeline, la bavarese non me la toglie nessuno.

Una cosa alla volta, con il sorriso sulle labbra, ever.

Ma oltre ad essere in zona compleanno, è anche vero che siamo a fine agosto e la mia estate è letteralmente volata tra esami, concerti in spiaggia, il verde del Munster e il lavoro-per-un-paio-di-mesi, dove sto bene anche se strozzerei qualcuno, là, dove lavorerei per tutta la vita.

Beh, my own summer si può riassumere in questo scatto: mare di sera per un concerto, birra, sigaretta, sandali perchè fa caldo.

Summer'08

Ah sì, le paglie non fanno più parte della mia dieta quotidiana da ben 18 giorni. Brava Sara.

Ascolti degli ultimi giorni:

  • Before and after science – Brian Eno —> meraviglioso!
  • All is well – Sam Amidon —> grazie Livs!
  • Mutations; Modern guilt – Beck —> Danger Mouse ci sta.

August 15, 2008

Ne avevo proprio bisogno…

… di staccare la spina, voglio dire.

Le famose intemperie alle quali avremmo dovuto essere preparate ci hanno spiazzate e spazzate via, sulle scogliere, chissà-dove in mezzo alla campagna in compagnia di mucche e ciuchini.
Il verde è veramente verde, la birra è proprio più buona, tutto è come ci è stato sempre detto e normalmente ciò non mi esalterebbe, ma il contesto è il seguente: voglia di lasciare un tot di cose a casa e riportarne di nuove al sapore di pioggia sull’erba, senza come o perchè.
Dunque non c’è problema: tutto è scontato, tutto è così da cartolina, ma, cazzarola, è stupendo, a tratti da togliere il fiato.

July 17, 2008

Speedy Sarì

Had a bit part
An endless reel
It always played in slo-mo
But now it’s fast
A spinning wheel
I know the dynamo
My heart
Is cast

Speedy Marie
Ahead of the now
She’s better built that’s how
She’s built for speed
Speedy Marie
Speedy Marie

Oh, yes indeed
I said to me
And so I sing this romaunt
It’s not enough
My liberty
There is a thing I want
I need
I love

Speedy Marie
Ahead of the now
She’s better built that’s how
She’s built for speed
Speedy Marie
Speedy Marie

Juxtaposed in each moment’s sight
Everything that I ever saw
And my one delight
Nothing can strike me in such awe
Mouth intricate shapes the voice that speaks
Always it will soothe
Rarer none are the precious cheeks
Is the size of each sculpted tooth
Each lip and each eye

Wise is the tongue, wet of perfect thought
And softest neck where always do I
Lay my clumsy thoughts
She is that most lovely art
Happy are my mind and my soul and my heart

Di Frank Black non mi stanco mai, vero.
Scopro Speedy Marie dall’ottimo “Teenager of the year” e penso che non sentivo una così bella love song da un po’ di tempo: perchè è sincera, semplice, senza ricami superflui.
Just be yourself.

Notare l’acronimo JEAN MARIE WALSH che appare unendo la lettera iniziale di ciascun verso (gli ultimi tre, nonchè i più intensi), al tempo fidanzata del Black e ora, credo ex-moglie.
Che tenerezza, di solito direi da carie ai denti, ma stavolta no…

July 12, 2008

Stardust

E’ stato un alright start il viaggio verso Firenze di ieri pomeriggio, chiacchiere e risa spensierate di chi sa cosa vuol dire vedere i Sigur Rós dal vivo.
Location suggestiva, amici intorno, little sister @ her first gig with me, vi pare poco?
Lascio solo qualche parola sugli eventi di ieri, perchè ancora una volta, nonostante sia stata la quarta nel giro di tre anni, ho bisogno di realizzare che c’ero anch’io, tra il pubblico adorante: per due ore e un quarto sono stata cosparsa di povere di stelle e con gli occhi chiusi, ho immaginato i colori di una terra e di un cielo che, come diceva Livia, sono diversi da quelli che i nostri occhi sono abituati a vedere.
Qualcuno scrisse dei Beatles parlando di una loro ipotetica provenienza extraterrestre: io dico, continuo a pensare e sono convinta che i Sigur Rós vengano da un altro pianeta. Esiste sulla Terra qualcosa di simile?
Esiste una sensazione, una necessità, quella sì e la scopri dopo un concerto come quello di ieri sera.
Sto meglio, molto meglio.

June 23, 2008

Quando il bambino era bambino

Ce ne vuole di tempo per digerire, specialmente se in un weekend di cose ne accadono troppe e i pensieri affollano la mia mente, dunque si spegne la mela il sabato pomeriggio e ci si riavvicina il lunedì mattina. Mi mancava un pochino, ma avevo bisogno di staccare la spina e, contrariamente alle mie abitudini, ho trascorso un’intera caldissima domenica in riva al mare: protezione per bambini sulla pelle, passeggiate, chiacchiere disimpegnative disperse appositamente sul bagnasciuga da quella brezza che mi ha salvata e rigenerata.
God only knows… No, non sono da Beach Boys, è forse solo un’associazione di idee, è la leggerezza delle dita di Eric Satie quello di cui ho bisogno stamattina.
Il cielo sopra Berlino ha lasciato la sua impronta anche su di me, traccia ricalcata sabato sera in un non-luogo fresco che mi ha accolta a braccia aperte. Ho scoperto che i cavalli sono indifferenti alla musica suonata ad altissimo volume, brucano in silenzio, si fanno accarezzare e continuano a brucare.
Ed è in quel momento che ho guardato il cielo scuro ornato di milioni di puntini brillanti, là se ne vedevano così tante di stelle… Senso di pace e tranquillità e pacche sulle spalle da tanti semi-sconosciuti, ma soprattutto da Cri, ci basta uno scambio di sguardi per capire che dopo La Traviata il senso di stupore non è ancora passato.
Impara a separare doveri e piaceri, non anteporre sempre ciò che si deve fare a ciò che in realtà vuoi fare, mi è stato detto recentemente e negli ultimi giorni l’ho fatto.
A volte l’agire semplicemente spiazza i nostri ingranaggi, ma fa bene.
Sorrido.

June 4, 2008

All things go

Quattro giugno duemilaotto.

Little sister non è poi così più little, ora è maggiorenne. Se dico che è little è perchè per me sarà sempre così.

Obama è il candidato democratico alle prossime elezioni presidenziali statunitensi, una svolta?
Beh, basterebbe osservare il tutto con occhiali “made in Usa”, considerando le grandi differenze storiche, politiche, ideologiche e culturali che ci distinguono dalle stars&stipes.

Che i programmi della Clinton e dello stesso Obama non sembrino propriamente “di sinistra” lo capirebbe chiunque si sforzasse di navigare nella rete e li leggesse. L’asse destra-sinistra con il quale misuriamo gli schieramenti europei non si può utilizzare per guardare con attenzione a ciò che succede negli Stati Uniti.
Che un democratico sia storicamente liberal e un repubblicano conservative (ops, diciamo oramai neocon) si sa, ma l’evoluzione del pensiero statunitense ha seguito la storia della potenza americana e dunque impariamo ad usare un metro diverso quando si parla dello zio Sam.

Dico questo perchè stamattina mi è capitato di sentire, mentre prendevo il caffè in un bar, due persone adulte che discutevano la vittoria di Obama e qui riporto le più o meno esatte parole:
-Osta ciò che programma di sinistra, ma non li odiavano i comunisti?
-Ciò, è del partito democratico ciò, sono meglio di quelli di Bush ciò!
Ecco.

Quando sono tornata a casa ho rispolverato Sufjan Stevens ed ho pensato a quanto possano essere contradditori gli americani, ma lasciatemi stare il cantautorato made in Usa, quello è vicino a noi e non c’è bisogno d’alcun tipo di lente…

May 21, 2008

Sono a digiuno

Love is
Known for
Not giving in
But it seems almost impossible
To make it…

May 19, 2008

Un’altra meravigliosa giornata!

Di ritorno dal cinema, con un po’ di amarezza, controllo la posta e ne approfitto per spendere qualche parola, mentre ascolto Loney, Dear, in salsa agrodolce dunque.
L’ultimo film del ciclo Lunedì Cult Movie che è stato proposto all’Italia è di Virzì: “Tutta la vita davanti” mi ha divertito, ma sorridevo a denti stretti. Come se non sapessi già a cosa andrò in contro dopo la laurea…
La mia generazione non ha altre chance se non quella di rimboccarsi le maniche ed arrangiarsi, dal momento che nessuno ci tende una mano, tantomeno valuta e/o apprezza ciò che in verità siamo.
Mi sono sempre adattata a tutto in questi anni di studi, ho accumulato diverse esperienze per fare un po’ di cassa, da lavabicchieri a libraia, da barista a baby-sitter e mi andava bene così. Per quel che concerne il post-laurea… Che dire? Cosa sognavo quando mi sono iscritta a Scienze Politiche? Dico dico e poi invece mi troverò a lavorare part-time in un call center? Con un capo reparto tipo la Ferilli??
Ahhhhhhhhhhhh!

Anche no.
O almeno spero. Lavorerò duramente perchè ciò non accada. O almeno ci proverò.
My god.

May 19, 2008

Le buone nuove sono sempre ben accette

Lo stimolo a migliorare non scema, anzi cresce giorno dopo giorno. E la promessa che voglio farmi oggi è quella di continuare così, perchè sono stanca di sentirmi in colpa quando dentro me stessa chiedo solo uno spiraglio di felicità.
Allora mi concentro sulla quotidianità e penso che stasera salterò come una matta, trottolerò e mi butterò (mmm… il campo è in cemento, aspetta un attimo…). Anyway, secondo me una difesa del genere potrebbe essere efficace!

In questo modo, se l’avversario attacca dalla mano, il muro dovrebbe facilitarmi il compito di raccogliere i pallonetti smorzandoli, visto che alzando dovrei sempre trovarmi in 1, in seconda linea ci si adatta, dipende dai cambi. Se attacca il centrale, ehm… La nostra difesa deve assolutamente migliorare!
Ecco, concentrazione, un passo alla volta, intesa e fiducia. Sono a posto, almeno per oggi…

Ascolti della settimana:
-Jacksonville City Nights di Ryan Adams & The Cardinals
-OK Computer di Radiohead (ancora??? —>yes, sempre e comunque)
-Attack and Release di The Black Keys
-Abbey Road di The Beatles (ancora??? —>yes, sempre e comunque)

Niente di nuovo dunque, come mai? It happens… Ma è solo lunedì…