April 10, 2009...11:30 am

ch-ch-ch-ch changes

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Non era una mattina come le altre: aveva sceso le scale per andare in bagno con il torpore del risveglio che le ammorbidiva il passo lento, gradino dopo gradino e si sentiva innocua davanti allo specchio, per dare giudizi era ancora troppo presto. Il freddo dell’acqua corrente che le ravvivava il viso le aveva fatto ricordare che non mancava molto alla partenza: avrebbe fatto un viaggio lungo e nel giro di una settimana si sarebbe trovata in una città nuova, con un lavoro, in compagnia di ragazzi dal destino comune.
Si immaginava tante situazioni e altrettante difficoltà, ma sapeva che attendeva questo cambiamento da tanto tempo e in qualche modo era affascinata dai dubbi e dalle incertezze che le riservava il futuro più prossimo: entro dieci giorni si sarebbe dovuta confrontare con una realtà diversa, senza riferimenti affettivi stabili se non la sua piccola mela bianca, un ponte tra il vecchio e il nuovo, tra la nostalgia e l’eccitazione per una vita nuova.
Era sicura solo di una cosa: non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di mettersi alla prova come persona e come lavoratrice, come animale sociale e come piccolo puntino colorato tra tanti, in una tavolozza mitteleuropea che sapeva di buon vino rosso. Beh, questo era ciò che si figurava e non le dispiaceva per niente.

“ch-ch-ch-ch- changes”… non faccio altro che ripetermelo e mi piace.

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