Non sapeva se dare la colpa al ciclo oppure se rassegnarsi al fatto che ormai si sentiva così da giorni: si chiedeva dentro di sé quale fosse, in fondo, la ragione per cui non riusciva a non pensare in continuazione a quel semisconosciuto. Anche se la verità é che il motivo si potrebbe intuire facilmente, ma stava interrogando se stessa e, si sa, il quadro visto da fuori fornisce un’impressione unica e totale, ma le sfumature di blu di Prussia o di vermiglio sono da cercare tra le veloci pennellate e le forme che compongono l’opera.
Il punto é proprio questo infatti: si sentiva come un’opera d’arte, come una tela che ad ogni mostra é sottoposta al giudizio, allo sguardo di svariate centinaia di persone. Non che avesse paura o tenesse particolarmente ad alcun tipo di critica (forse solo quelle di poche e fidate persone), ma uscire dal proprio nido tutti i giorni é un mostrarsi al mondo, se vogliamo parlare per luoghi comuni allora si potrebbe anche dire che si aggiunge una sfumatura momento dopo momento e via discorrendo. Non amava parlare per luoghi comuni perché era sempre alla ricerca di quella prova che sfatava il mito e quando aveva successo ne godeva appieno, non per gonfiarsi il petto di superbia, ma per il semplice motivo che era riuscita a dimostrare un punto di vista diverso.
Il punto di vista diverso era anche quello con cui guardava le persone nel loro complesso, l’aura che le circonda e, quindi, la reazione chimica che solo la pancia può sentire e misurare quando si vede qualcosa di bello. Lo sguardo si fissa e intorno la musica sembra abbassarsi e le altre persone quasi svanire e sa che ciò non é reale, ma non importa.
Addentando avidamente una fetta di crostata pensava quanto la bellezza ai suoi occhi fosse distaccata dal semplice considerare certi standard ed era in questo modo che poteva facilmente imbambolarsi davanti a una persona ignara di lei e delle decine di farfalle che agitavano impazzite le ali nel suo ventre. Fra sé e sé si ripeteva che lui non se ne sarebbe mai accorto, meglio così forse, l’irraggiungibile ci stimola sempre a migliorare e poi chissà, può non essere lui alla fine. Magari invece sì.
November 16, 2008...5:05 pm
Imbambolarsi
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1 Comment
November 16, 2008 at 5:54 pm
io spero di sì